DomainKeys Identified Mail (DKIM), SenderID, Sender Policy Framework (SPF), Feedback loops (FBL), CSS, SpamAssassin (SA), MIME, SMTP, Smart Network Data Services (SNDS), Junk e-Mail Reporting Program (JMR), e molto altro.

10 Set 2021

Apple Mail Privacy Protection: maggiori dettagli tecnici

Sono passati quasi 3 mesi dall'annuncio di IOS15 e le sue novità in termini di privacy: vediamo qui quali altre informazioni abbiamo, in attesa della presentazione dei nuovi iPhone che dovrebbe avvenire fra pochi giorni, con i quali arriverà anche il lancio ufficiale di IOS15.

Apple IOS15 Mail Hides things...

La prima cosa ad essere più chiara è che le nuove funzionalità verranno proposte all'utente all'apertura del programma di posta e l'utente potrà scegliere tra due opzioni "proteggi l'attività email" "non proteggere l'attività email": è facile capire che di fronte ad una domanda di questo tipo il 99% degli utenti sceglierà "proteggi".

Passiamo ora ad una revisione di aspetti più tecnici, di ciò che abbiamo rilevato.

15 Dic 2020

Problemi per Gmail: caselle inesistenti (errore 5.1.1) che non lo sono

Ieri, tra le 13 e le 14 tutto il mondo è rimasto col fiato sospeso trovando la maggior parte dei servizi Google inaccessibili. Quel problema, probabilmente legato alla gestione del login sui servizi Google, ora sembra risolto, ma da ieri sera alle 21 circa viene segnalato da più fonti uno sproporzionato numero di errori di casella inesistente cercando di inviare email ad utenti Gmail (e di caselle Google Workspace, ex GSuite).

Broken Inbox

Google ha documentato il problema nel suo servizio di Appstatus e, secondo ciò che ha riportato, il problema sarebbe durato 1 ora o poco più. Dalle nostre rilevazioni la problematica sembra essere ancora in corso.

Questo l'errore esatto fornito dai server di Google:

550-5.1.1 The email account that you tried to reach does not exist. Please try
550-5.1.1 double-checking the recipient's email address for typos or
550-5.1.1 unnecessary spaces. Learn more at
550 5.1.1 https://support.google.com/mail/?p=NoSuchUser

01 Feb 2020

SpamCop dimentica di rinnovare il dominio e i filtri antispam impazziscono

Lo scorso 30 gennaio abbiamo rilevato un incremento anomalo di errori di consegna email che, come spiegazione del rifiuto, facevano riferimento al blacklisting dell'IP mittente. Analizzando più in dettaglio è risultato presto evidente che la blacklist incriminata fosse SpamCop e che non si trattasse di un vero blacklisting voluto ma di un effetto collaterale dovuto ad un classico errore umano.

In sostanza SpamCop (dal 2007 gestito da Cisco) si è dimenticata di rinnovare il suo dominio che quindi è scaduto: spesso quando un dominio scade, come in questo caso, il registrar (il fornitore) modifica il DNS del dominio stesso per rispondere a qualunque richiesta con propri indirizzi che indicano che il dominio è scaduto.

Ponte rotto

Dopo circa 1 giorno sembra che il dominio sia stato rinnovato e i DNS ripristinati ma alcuni server di posta stanno continuando a rifiutare qualunque email ricevano.

22 Apr 2019

Smettete di usare la blacklist bad.psky.me: blocca TUTTI i mittenti!

Dal 22 aprile 2019 il dominio bad.psky.me sembra essere scaduto e la blacklist associata "Protected Sky" ora non funzionano più. Dal momento che il registrar del dominio usa un wildcard per intercettare tutto il traffico dei domini scaduti, chi ha configurato tale blacklist nel proprio server potrebbe rifiutare email da qualunque IP provengano.

Tra l'altro sembra che si trattasse di una blacklist "fraudolenta", come riportato da SpamHaus qualche anno fa. Inoltre la blacklist risulta non fosse più operativa dal 2017, quindi riteniamo preoccupante che alcuni mailserver contengano ancora configurazioni così obsolete senza quindi apparente manutenzione, come evidenziato qualche mese fa per la blacklist NJABL non più funzionante da oltre 6 anni.

Se amministrate un server di posta verificate di non utilizzare più quella blacklist e soprattutto assicuratevi di configurare il filtro antispam correttamente, ovvero in modo da verificare la risposta delle DNSBL che utilizzate.

04 Gen 2019

Smettete immediatamente di usare la blacklist dnsbl.njabl.org: blocca TUTTI i mittenti!

La blacklist dnsbl.njabl.org è offline da quasi 6 anni, esattamente dall'1 marzo 2013, ma da qualche giorno riceviamo segnalazioni di email non recapitabili per via di questa blacklist ormai dimenticata.

Deduzione sbagliata

Cosa è successo? Perchè le email vengono rifiutate solo da qualche giorno, se la blacklist non funziona da oltre 6 anni?

19 Lug 2018

Aperture da webmail e app: sempre più anonime

Già in questo articolo, di più di tre anni fa, avevamo fatto notare come alcune delle statistiche offerte dagli ESP risultassero nei fatti parecchio imprecise.

Le motivazioni dietro a questa imprecisione, riscontrabile soprattutto nella localizzazione geografica e nel riconoscimento dei device di apertura, sono variegate, ma una in particolare risulta avere un peso maggiore: l'utilizzo, da parte di alcune webmail e app mobile di proxy per il recupero e la fornitura delle immagini.

proxy immagini

Cos'è un proxy immagini?

Quando una email viene inviata tramite un ESP normalmente è composta di una parte HTML che all'interno, come una pagina web, richiama risorse esterne, principalmente immagini.

In condizioni normali il client di posta o il browser, interpretando l'html della newsletter, fanno per conto dell'utente le richieste ai server remoti per ottenere le immagini.

11 Apr 2018

BIMI: come aumentare l'esposizione di un marchio adottando DMARC

Determinare l'identità di chi ci ha scritto una email non è sempre semplice: data la natura del protocollo SMTP, chiunque potrebbe spedire una email, facendo finta di essere qualcun altro.

È notizia di questi giorni che il gruppo di lavoro Authindicators (capitanato dagli esperti di cyber sicurezza Agari e che include rappresentanti di Comcast, Valimail, Google, Microsoft e Oath) ha annunciato il piano di beta riservata di BIMI (Brand Indicators for Message Identification, ovvero Indicatori del Marchio per l'Identificazione del Messaggio).

bimi

BIMI, in parole molto semplici, è uno standard aperto che consentirà, ai sender con domini autenticati secondo le procedure DMARC, di presentare il proprio logo grafico a webmail e programmi di posta, che potranno mostrarlo agli utenti, rendendo dunque i brand autenticati visibili e riconoscibili da subito.

10 Gen 2017

Webfont e Email Marketing, possibilità e rischi

L'uso esteso di web font nelle pagine web è oramai assodato: dopo i primi timidi approcci della fine degli anni '90 (una volta tanto il primo a supportare la direttiva @font-face è stato il vituperato Internet Explorer), dal 2008, e soprattutto con l'avvento della libreria gratuita di Google Font nel 2010, il web ha cambiato faccia, lasciando campo libero alla web-typography, come vero fondamento del web-design.

Webfont e Email

Chiaramente il passaggio dal web all'email non è stato automatico, e non è ancora lontano dal potersi considerare completato. Vediamo quali sono le opportunità che un email designer ha a disposizione quando si tratta di scegliere font per titoli e testi di una missiva.

Uso di caratteri web safe

I caratteri web-safe sono una serie di font presenti in tutti i computer e quindi visualizzati sicuramente con effetto simile, se non identico.

I font sono: Arial, Comic Sans, Courier New, Georgia, Impact, Palatino, Tahoma, Times New Roman, Trebuchet MS, Verdana.

27 Dic 2016

Il nuovo Outlook.com: cosa cambia per l'email marketing

Nel 2012 Microsoft ha abbandonato i brand Hotmail e Live, lanciando la nuova piattaforma email Outlook.com.

Questa riunificazione, che ha portato il brand delle email desktop Microsoft su web, era mirata a intaccare il crescente predominio di Gmail nel settore delle webmail.
Per riuscirci Microsoft ha rivisto nel profondo l'interfaccia delle vecchie webmail, rinnovandola e adeguandola al nuovo stile Metro di Windows 8, che proprio in quegli anni stava lanciando.

Nel farlo ha però calcato la mano in maniera significativa: il preprocessing css era piuttosto "violento", fino a rendere il rendering delle email html impreciso e in larga parte imprevedibile.

Outllook.com

I professionisti dell'email design si sono da subito scervellati per trovare trucchi adatti a compensare questo tipo di limitazioni: di base infatti Outlook.com settava un line-height maggiorato a tutte le email, nel tentativo di uniformare lo stile del contenuto dell'email a quello dell'interfaccia, oppure imponeva di base una colorazione ai vari H1, H2 etc, o ancora non accettava margin (a meno che non li si indicasse con la M maiuscola), oltre a imporre un doctype che in determinate condizioni introduceva spaziature non volute sotto le immagini.

14 Lug 2016

Posso mettere un video nell'email?

La disponibilità di device in grado di filmare qualsiasi momento della nostra vita - e del nostro business - e la contemporanea disponibilità (ok, più o meno) di banda hanno decretato negli ultimi anni il successo dei video come forma di comunicazione online.

Youtube ha tracciato la strada, ma presto Facebook, Instagram e anche Twitter si sono adeguati: ormai non esiste sito o webmedia che non offra tonnellate di video. Gli esperti insistono sul valore di questo tipo di comunicazione, in termini di engagement, empatia, branding, è dunque ovvio che anche nell'ambito email marketing si valuti la possibilità di invio newsletter che includano video.

Video email newsletter

Sappiamo però che, per quel che riguarda le innovazioni tecnologiche, l'email è molto tradizionalista; ancora oggi è decisamente difficile far convivere email e css, o addirittura email e tableless design e la stessa cosa non può non valere per le inclusioni video.