IP Reputation, Domain Reputation, Sender Reputation, SPAM Filters, SenderScore, Sender Accreditation Programs.

15 Mag 2016

I filtri antispam "collaborativi": Cloudmark

Fra i vari filtri antispam utilizzati oggigiorno un posto di rilievo, per estensione d'uso e per le peculiarità di funzionamento, lo merita sicuramente Cloudmark.
Cloudmark è una grande realtà commerciale che fornisce prodotti per la sicurezza e per la "pulizia" delle comunicazioni elettroniche, sia email, sia sms.

Le soluzioni proposte sono svariate, dedicate sia all'utenza finale, sia - anzi, soprattutto - alle aziende e agli ISP (Internet Service Provider): ad esempio in Italia Cloudmark viene utilizzato da Libero, Tiscali, Aruba e Register.

L'idea fondamentale del servizio Cloudmark è quella di un filtro collaborativo, che basa la classificazione delle email in relazione ai feedback inviati da chi ha ricevuto l'email; in questa maniera, evitando dunque qualsiasi tipo di automatismo, si demanda la decisione ai diretti interessati.

Cloudmark

L'email arrivata sembra spam ad un certo numero di utenti? Allora è spam.

Posta in questi termini la questione pare piuttosto semplice, in realtà la tecnologia impiegata è complessa; in questo breve excursus tenteremo di capire i principi di funzionamento dietro a questo filtro e come tali principi possano influenzare il nostro modo di gestire le liste e creare newsletter.

07 Gen 2016

Email deliverability e ip dedicati. Pro e contro.

Nel complicato processo di consegna delle email, i compiti a carico del fornitore di servizio di invio sono numerosi.
Alcuni fornitori permettono di ottenere, specie per database di invio cospicui, IP dedicati al singolo servizio.
È davvero un vantaggio?

Ip shared o dedicato?

Avere un indirizzo IP dedicato alle proprie spedizioni permette di isolare la reputazione, che non viene “inquinata” (ma neppure in positivo) da altri.
Mantenere la reputazione di un IP vuole dire anche assicurare un volume di invio costante e continuo, altrimenti c’è il serio rischio che questa scelta comporti più danni che vantaggi: i sistemi AntiSpam valutano con attenzione questi parametri.

Un indirizzo IP shared (condiviso) avrà una reputazione generata dalla media delle singole reputazioni di chi lo utilizza: di norma è la soluzione più stabile, anche grazie agli accorgimenti del fornitore di servizio, che si occuperà di mantenere il più possibile costante il traffico in uscita.

11 Nov 2015

Le email generiche e i filtri Antispam

Esistono due tipi di indirizzi email: gli indirizzi personali, afferibili ad una singola persona, che siano aziendali o meno, e quelli “di ruolo” o “generici”, come info@, marketing@, etc., quindi non rapportabili ad una singola rappresentanza e potenzialmente letti e utilizzati da più persone contemporaneamente.

Email Generiche e filtri Antispam

Nell’ambito dell’email marketing si è discusso a lungo dell’utilità e dell’efficacia delle spedizioni verso indirizzi di questo genere; per la normativa italiana sulla privacy  questi indirizzi non sono “dati personali”, per cui non è necessario il trattamento e lo specifico consenso.

Questo non significa che questi indirizzi possano essere contattati indiscriminatamente:
lo stesso Garante della Privacy dichiara:

22 Ott 2015

I grandi dilemmi dell'Email Marketing: "Ma io finisco in Spam?"

Non è facile accorgersi di avere un effettivo problema di spam, poiché la maggior parte dei filtri AntiSpam, quando blocca un messaggio, non fornisce motivazioni al mittente, o ne fornisce di molto generiche o fuorvianti.

In alcuni casi la classificazione come Spam avviene senza che vi sia nessun tipo di comunicazione al mittente, il caso più frequente è la consegna in posta indesiderata. Le grandi blacklist pubbliche (Spamhaus, Surbl, Uribl, Spamcop, Barracuda) possono essere una fonte di dati, ma bisogna tenere presente che vengono attivate solo su casi davvero eclatanti.

Mail inbox

È possibile anche ottenere informazioni circa la reputazione degli indirizzi IP di spedizione (Senderbase, Senderscore), ma anche in questo caso le segnalazioni scattano solo di fronte ad abusi conclamati.

21 Set 2015

Testare le newsletter prima dell'invio. Possibile?

Anche se nel costruire la newsletter abbiamo seguito tutti i consigli e le buone pratiche più recenti, al momento dell'invio saremo comunque attenagliati da mille dubbi: "Non avrò usato caratteri troppo grandi? Forse il subject contiene termini non graditi a qualche filtro? E se la mail viene riconosciuta come spam?".

È sicuramente possibile e consigliabile fare dei test prima degli invii reali, ma è importante comprenderne i limiti.

Letterbox

Uno degli “spam test” più comuni è il check effettuato dando in pasto l’email ad un popolare software AntiSpam, chiamato SpamAssassin.

02 Set 2015

Fare AB-testing nelle tue email potrebbe danneggiarti...

L'AB testing è prassi assai comune nel mondo del marketing digitale, ed è utilizzata per valutare varianti delle landing page, degli annunci Adwords, di interi siti web.

Il funzionamento è piuttosto semplice: si creano due varianti dello stesso messaggio/contenuto/impaginazione, si misurano i risultati dopo un tempo ritenuto ragionevole, si sceglie la variante più performante.

AB Testing

Negli ultimi anni l'AB testing è diventato comune anche nell'email marketing: molte piattaforme offrono strumenti per eseguire test su porzioni del database, variando, nel caso più comune, l'oggetto della mail o altre caratteristiche, per poi eseguire il resto dell'invio con la versione che ha generato più aperture e/o click.

25 Ago 2015

Come funzionano i filtri Antispam?

I filtri AntiSpam utilizzano mix di differenti tecniche per poter identificare le email indesiderate. La tecnica del Blacklisting consiste nell’individuazione di liste di parole, domini o altre caratteristiche da utilizzare come filtro diretto: una mail passa o meno il controllo in base alla presenza di uno degli elementi della lista.

Filtri Antispam

03 Lug 2015

Il paradosso del Tab Promozioni di Gmail

La decisione da parte di Google di classificare in maniera automatizzata le email promozionali, relegandole in un tab apposito, mandò nel panico gli email marketer di tutto il globo.

Le reazioni isteriche iniziali, comprese quelle di chi tentava di scovare trucchi per trarre in inganno il filtro, con scarsi o nulli risultati, lasciarono presto spazio a inviti più o meno blandi ai propri utenti, perché spostassero le email giunte nel tab promozioni, oppure perché aggiungessero il mittente alla propria rubrica.

tabbed inbox

04 Mar 2015

La lunga strada dell'Email verso l'Inbox

La strada che una email percorre dal momento in cui viene inviata a quello in cui viene letta dal destinatario è piena di ostacoli: i filtri antispam, al contrario di quello che si potrebbe pensare, possono essere molteplici, ed  anche essere gestiti da chi spedisce il messaggio per vostro conto.

Proviamo ad analizzare i passaggi effettuati quando spediamo il messaggio tramite webmail o tramite MSA (mail-submission-agent, ovvero il mail server del nostro provider o comunque il server SMTP che usiamo per l’invio):

16 Feb 2015

Deliverability su misura

L'incubo di tutti gli email-marketer è vedere le proprie, preziosissime, comunicazioni finire in SPAM.

Abbiamo già detto più volte che ogni provider di posta adotta proprie tecniche, per ovvi motivi segrete, per classificare ciò che all'utente interessa e ciò che invece, secondo lui, è pura informazione commerciale non richiesta.