14 Lug 2016

Posso mettere un video nell'email?

La disponibilità di device in grado di filmare qualsiasi momento della nostra vita - e del nostro business - e la contemporanea disponibilità (ok, più o meno) di banda hanno decretato negli ultimi anni il successo dei video come forma di comunicazione online.

Youtube ha tracciato la strada, ma presto Facebook, Instagram e anche Twitter si sono adeguati: ormai non esiste sito o webmedia che non offra tonnellate di video. Gli esperti insistono sul valore di questo tipo di comunicazione, in termini di engagement, empatia, branding, è dunque ovvio che anche nell'ambito email marketing si valuti la possibilità di invio newsletter che includano video.

Video email newsletter

Sappiamo però che, per quel che riguarda le innovazioni tecnologiche, l'email è molto tradizionalista; ancora oggi è decisamente difficile far convivere email e css, o addirittura email e tableless design e la stessa cosa non può non valere per le inclusioni video.

12 Lug 2016

Tasso di apertura, email aperte e aperture totali

Analizzare i risultati dei nostri invii è fondamentale: non solo ci aiuta a capire il successo di una nostra campagna, ma ci dà anche indicazioni precise sullo stato di salute della nostra lista.
I maggiori ESP forniscono una serie di statistiche più o meno dettagliate, nelle quali comunque i KPI effettivi possono essere riassunti in 

  • Email Inviate / Errori
  • Email Consegnate
  • Email Aperte
  • Email Cliccate

Partendo come base dalle Email Consegnate, i dati, così descritti, hanno le caratteristiche tipiche del funnel: si parla sempre di Email, quindi i numeri sono raffrontabili direttamente e si può dare una rappresentazione percentuale, utile ad avere il polso della situazione.

Aperture

Prendiamo un caso tipico

  • Email Inviate: 10.300 - 300 errori
  • Email consegnate: 10.000
  • Email Aperte: 2.400
  • Email Cliccate: 300

Volendo dare una rappresentazione percentuale, prendendo come dato base le email consegnate:

  • Email Aperte: 24%
  • Email Cliccate: 3%

Semplice, no? I numeri però possono essere letti in molti modi e chiunque si occupi di Email Marketing sa quanto possa essere difficile inizialmente ammettere che la propria importantissima informazione venga in realtà letta unicamente da un quarto degli iscritti.
Immaginiamo che sia per questo che alcuni ESP decidano di mostrare i dati in maniera leggermente diversa, dando rilievo a numeri visivamente "più gratificanti", ma che, oltre ad essere di dubbia utilità, possono in realtà andare a nascondere problemi nell'invio.

In particolare alcuni ESP parlano di "Aperture Totali" o anche "Totale email aperte"

29 Giu 2016

Aiuto, il mio IP/dominio è in Blacklist!

Per anni il terrore sacro di chiunque si occupasse di email marketing era quello di venire "blacklistato": aldilà dell'orribile anglicismo, il termine si riferisce alla possibilità che il proprio ip di spedizione, oppure il proprio dominio, venissero inclusi in una delle temibili BlackList pubbliche, liste tenute ed aggiornate da una serie di organizzazioni, più o meno rilevanti, che enumerano gli ip e i domini ad alto potenziale di spam.

Blacklist

Attualmente le blacklist pubblicamente disponibili, per cui quelle che danno accesso libero alle liste, sono diverse centinaia, ma quelle realmente utilizzate da grandi provider, e quindi in grado di avere un impatto significativo sulla deliverability, si contano sulle dita di una mano.

16 Giu 2016

Frontiere dell'advertising: i bounce pubblicitari

Chiunque si occupi, anche di striscio, di email marketing sa bene quale sia il ruolo fondamentale dei cosidetti "bounce" - ovvero i messaggi di "rimbalzo": tutte le volte che una email, accettata da un server per la consegna, incontra un errore, il server rimanda al sender un messaggio, che di solito descrive il problema incontrato, in maniera più o meno chiara e diretta.

Uno dei compiti fondamentali di un ESP serio è sicuramente quello di tenere traccia di tutti i bounce - siano hard (quelli considerati definitivi, come la non esistenza di una casella di posta), sia soft (temporanei, come una casella di posta piena) - e registrarli correttamente, prendendo le misure necessarie ad una costante pulizia del database indirizzi. È un lavoro molto impegnativo, perché, anche se esiste uno standard specifico per la costruzione di questi messaggi, molto spesso codici, formati e significati dei bounce dei vari provider non sono assolutamente standard, anche per non rendere "vita facile" a potenziali spammer, consentendo una pulizia indolore dei database illecitamente recuperati.

Better Bounce

Il bounce viene normalmente inviato all'indirizzo specificato nel return-path, ovvero all'indirizzo di ritorno segnalato dal sistema di invio come responsabile per la spedizione: inviando una email "normale" return path e mittente coincidono, mentre nel caso di invii massivi tramite ESP, oppure attraverso sistemi SMTP gateway avanzati, il return path è diverso dal mittente, per consentire al sistema il processing automatico dei messaggi d'errore.

Uno dei bounce più tipici è quello relativo alle email inviate a domini non esistenti o non più attivi: può capitare nel caso di indirizzi aziendali molto vecchi, oppure, più spesso, in caso di errori di digitazione, molto comuni per fornitori di free email.

A chi non è mai capitato di inviare una mail a @gmai.com invece che a @gmail.com? 

18 Mag 2016

L'arte di creare Email Template Responsive

Il trend d'uso degli smartphone è in continua ascesa: l'ultimo report di Litmus, recentissimo, segnala che attualmente le aperture di email da dispositivo mobile sono il 56% del totale.
È un dato sul quale soffermarsi: più della metà delle email vengono lette da telefonino.

Sappiamo che l'esperienza utente su un dispositivo mobile è completamente diversa da quella che si ha su un desktop, sia in termini prettamente tecnici - grandezza dello schermo, dispositivi di puntamento -, sia in termini di momenti di fruizione e capacità di conversione.

Responsive Email

Negli anni scorsi c'è stata una rincorsa, più che giustificata, alla trasformazione dei siti, in maniera che diventassero "responsive", quindi in grado di adattarsi alle nuove modalità di fruizione tramite telefono e tablet: ad oggi spesso si parte considerando come primo mezzo di navigazione lo smartphone (mobile first).

15 Mag 2016

I filtri antispam "collaborativi": Cloudmark

Fra i vari filtri antispam utilizzati oggigiorno un posto di rilievo, per estensione d'uso e per le peculiarità di funzionamento, lo merita sicuramente Cloudmark.
Cloudmark è una grande realtà commerciale che fornisce prodotti per la sicurezza e per la "pulizia" delle comunicazioni elettroniche, sia email, sia sms.

Le soluzioni proposte sono svariate, dedicate sia all'utenza finale, sia - anzi, soprattutto - alle aziende e agli ISP (Internet Service Provider): ad esempio in Italia Cloudmark viene utilizzato da Libero, Tiscali, Aruba e Fastwebnet.

L'idea fondamentale del servizio Cloudmark è quella di un filtro collaborativo, che basa la classificazione delle email in relazione ai feedback inviati da chi ha ricevuto l'email; in questa maniera, evitando dunque qualsiasi tipo di automatismo, si demanda la decisione ai diretti interessati.

Cloudmark

L'email arrivata sembra spam ad un certo numero di utenti? Allora è spam.

Posta in questi termini la questione pare piuttosto semplice, in realtà la tecnologia impiegata è complessa; in questo breve excursus tenteremo di capire i principi di funzionamento dietro a questo filtro e come tali principi possano influenzare il nostro modo di gestire le liste e creare newsletter.

09 Mag 2016

Sms e Email Marketing, seconda parte: misurare i risultati

Concludiamo con questo secondo post il "confronto" fra i due mezzi di permission marketing più conosciuti ed utilizzati, Email e Sms.
Nella prima parte abbiamo analizzato similutidini e differenze nella raccolta del consenso, nei contenuti e nei problemi di deliverability; in questa seconda parte affronteremo nel dettaglio reportistica, strategie e costi.

Sms e Email marketing

Misurare i risultati

La reportistica ritornata dai sistemi di invio SMS ed Email è radicalmente diversa.

Questa diversità è dovuta in gran parte alle differenze tecniche fra i due mezzi; nel caso degli SMS, il sistema ci indica la percentuale di messaggi consegnati. In caso di SMS ad altà qualità, questa percentuale deve essere sempre vicina al 100%, diversamente potrebbe essere un indicatore di problemi sulla lista (numeri inesistenti) o difficoltà tecniche del fornitore di servizio

Se il messaggio non contiene un link, non avremo altre particolari statistiche, se non quelle relative ad eventuali opt-out (disiscrizione), se gestite direttamente dal fornitore. C'è da dire che la percentuale di apertura/lettura di un SMS, al contrario di quel che succede con le email, è vicino al 100%, e la lettura stessa avviene entro pochi secondi dalla ricezione.

22 Apr 2016

Sms e Email Marketing, così vicini, così lontani

Parlando di permission marketing, gli esempi più lampanti - e più utilizzati - sono l'email marketing e l'sms marketing.

sms e emailDi fatto queste due forme di marketing agiscono direttamente sugli unici touchpoint digitali personali e disintermediati: l'email ed il numero di telefono. Sono dunque due forme di comunicazione "imparentate": l'avvento degli smartphone, quindi di dispositivi in cui si controllano e si ricevono sia sms, sia email, pare anzi aver ridotto ancora di più le distanze.

Sicuramente i punti di contatto esistono, ma, come andremo a vedere, le differenze tecnologiche, di utilizzo, di misurazione e di gestione sono davvero notevoli.

22 Mar 2016

Kevin Rose, i social e il ritorno alla newsletter

Twitter compie dieci anni e sente un po' di affanno, Google+ dopo aver cambiato pelle almeno un paio di volte, al momento sonnecchia ozioso in un angolino del nostro telefono. Decine di altri progetti, fortemente basati sull'approccio sociale del cosidetto Web 2.0, nel corso di questi ultimi anni sono semplicemente spariti, lasciando spazio al trend del momento, quello delle applicazioni di messaggistica istantanea.

The Journal

Fra i grandi progetti social che hanno "segnato" la rete in questi anni, Digg merita sicuramente una menzione: creato nel 2004 dall'allora ventisettenne Kevin Rose, Digg nasce come strumento di social bookmarking
Sostanzialmente tramite il proprio profilo Digg si raccolgono link e lo stesso Digg, attraverso un sistema di rating sociale, li promuove e li aggrega, creando contenitori tematici di notizie, teoricamente altamente rilevanti. Come capita sempre, all'avvento di Digg, sono corrisposti proclami sulla morte delle newsletterinfo-icon e dell'email marketing, considerati vestigia di un passato glorioso.

17 Mar 2016

Email marketing: come aumentare le aperture giocandosi la reputazione

Ad ogni invio di newsletter il nostro ESP di fiducia ci fornisce un paio di numeri fondamentali per capire il gradimento della nostra comunicazione: le aperture ed i click.
Sappiamo che un invio riuscito deve registrare almeno il 25% di aperture, ma, per contro, sappiamo anche che è davvero difficile salire sopra al 35/40%.

Statistiche

La domanda che viene spontanea, soprattutto a chi approccia per la prima volta al mondo dell'email marketing, è come fare a "svegliare" questa parte del pubblico potenziale della newsletter.
L'errore comune è quello di pensare che la nostra comunicazione sia così importante e fondamentale, che la non apertura possa solo essere frutto di un errore di invio o di una distrazione del destinatario.
È noto quanto questa valutazione sia errata: se sinceramente ripensiamo a quante newsletter, a cui siamo regolarmente iscritti, apriamo nel corso della giornata in rapporto al totale delle email ricevute, vedremo che mediamente il numero corrisponde a quel famigerato 25% citato prima.

Le ragioni di una mancata apertura sono molteplici, anche se il principale imputato rimane la scarsa rilevanza dell'email stessa.
Nel corso degli anni è diventata pratica comune, spesso anche supportata da funzioni fornite dagli ESP, il reinvio, con tempistiche più o meno serrate, della stessa newsletter a tutti gli utenti che hanno già ricevuto il primo invio, ma che risultano non averlo aperto.

Questa pratica è in realtà assai controproducente.