05 Lug 2017

La pubblicità Gmail non spierà più i contenuti delle email

Google ha annunciato, con un post sul blog ufficiale datato 23 giugno, un cambiamente radicale per quel che riguarda la pubblicità sulla versione free di Gmail.

Curiosamente l'annuncio pare piuttosto "fuorviante": il titolo stesso dice che prossimamente la versione free di Gmail diventerà "più simile" a quella contenuta in Gsuite (dunque la versione a pagamento "aziendale").

In realtà la questione gira tutta attorno al tema dell'advertising personalizzato e dell'uso del contenuto della posta privata per profilare l'utente.

Gmail

Google dunque dichiara che, a partire da una data non meglio specificata, ma entro la seconda parte dell'anno, non userà più il contenuto delle email che transitano nel nostro account Gmail free per selezionare gli annunci proposti all'interno dello stesso.

In questo senso la piattaforma Gmail free si avvicinerà a quella di Gsuite, cioè in nessuna delle due verrà effettuato un'analisi del testo delle email a fini advertising; c'è da dire che attualmente la versione a pagamento non ha proprio spazi pubblicitari - e né li avrà nel breve.

La sensazione è dunque quella che l'annuncio sia stato "girato" tentando di spostare l'attenzione da una pratica che molti ritengono invasiva; ora la pubblicità di Gmail free verrà proposta sulla base delle impostazioni e dei comportamenti previsti per l'advertising Google su siti terzi, in pratica raccogliendo dati di navigazione attraverso cookie di terza parte.

10 Gen 2017

Webfont e Email Marketing, possibilità e rischi

L'uso esteso di web font nelle pagine web è oramai assodato: dopo i primi timidi approcci della fine degli anni '90 (una volta tanto il primo a supportare la direttiva @font-face è stato il vituperato Internet Explorer), dal 2008, e soprattutto con l'avvento della libreria gratuita di Google Font nel 2010, il web ha cambiato faccia, lasciando campo libero alla web-typography, come vero fondamento del web-design.

Webfont e Email

Chiaramente il passaggio dal web all'email non è stato automatico, e non è ancora lontano dal potersi considerare completato. Vediamo quali sono le opportunità che un email designer ha a disposizione quando si tratta di scegliere font per titoli e testi di una missiva.

Uso di caratteri web safe

I caratteri web-safe sono una serie di font presenti in tutti i computer e quindi visualizzati sicuramente con effetto simile, se non identico.

I font sono: Arial, Comic Sans, Courier New, Georgia, Impact, Palatino, Tahoma, Times New Roman, Trebuchet MS, Verdana.

20 Set 2016

Le nuove politiche di sicurezza di Gmail

L'email, si sa, è uno dei servizi più longevi di internet e si basa su un protocollo - l'SMTP - datato e non pensato per le necessità moderne.

La semplicità del protocollo e l'assenza di effettive misure di sicurezza all'interno dello stesso hanno consentito nel corso degli anni abusi e operazioni illegali: in sostanza era davvero semplice sia inviare email per conto di qualcun altro, sia intercettare le comunicazioni, che viaggiavano - e per la maggior parte ancora oggi viaggiano - in chiaro. Questo tipo di abusi è sicuramente un danno anche per chi si occupa di email marketing, e fa piacere sapere che molti grossi provider si stanno muovendo per "ripulire" il più possibile il canale.

Proprio per ovviare a questi problemi sono nate estensioni al protocollo, per consentire l'identificazione del sender (SPF), permettere la firma digitale dell'email proveniente da un dato dominio (DKIM) e per gestire la criptazione dell'intera email (tramite criptografia TLS), oltre ad un sistema di policy da adottare da parte del ricevente nel caso ci fossero problemi con SPF e DKIM (il record DMARC, di cui abbiamo parlato recentemente).

04 Ago 2016

Yahoo, Libero e Dmarc, ovvero mai usare caselle freemail come mittente!

Da qualche tempo molte freemail hanno pubblicato policy DMARC che di fatto impediscono l'uso degli indirizzi da loro forniti come mittenti in sistemi esterni a quelli d'origine. Yahoo e Libero hanno da tempo abbracciato questa politica, mentre Gmail ha annunciato che l'avrebbe fatto da giugno 2016 (cosa che ancora non è avvenuta). 

Ma cosa significa esattamente questo, e come è possibile tecnicamente, quali saranno gli effetti sul mondo dell'email marketing e degli ESP

Funzionamento Dmarc

Le freemail hanno l'indubbio merito di aver esteso l'utilizzo dell'email al di fuori del mondo accademico e professionale, fornendo ad ognuno di noi, gratuitamente (o meglio, al prezzo di un po' di pubblicità), la possibilità di avere una propria casella, spesso di dimensioni quasi illimitate.

18 Mag 2016

L'arte di creare Email Template Responsive

Il trend d'uso degli smartphone è in continua ascesa: l'ultimo report di Litmus, recentissimo, segnala che attualmente le aperture di email da dispositivo mobile sono il 56% del totale.
È un dato sul quale soffermarsi: più della metà delle email vengono lette da telefonino.

Sappiamo che l'esperienza utente su un dispositivo mobile è completamente diversa da quella che si ha su un desktop, sia in termini prettamente tecnici - grandezza dello schermo, dispositivi di puntamento -, sia in termini di momenti di fruizione e capacità di conversione.

Responsive Email

Negli anni scorsi c'è stata una rincorsa, più che giustificata, alla trasformazione dei siti, in maniera che diventassero "responsive", quindi in grado di adattarsi alle nuove modalità di fruizione tramite telefono e tablet: ad oggi spesso si parte considerando come primo mezzo di navigazione lo smartphone (mobile first).

05 Ott 2015

Gmail, Blocca utente e Annulla iscrizione: che impatto per l'email marketing?

Google ha rilasciato recentemente alcune piccole/grandi novità relativamente alla propria piattaforma email, sia nella versione web, sia per quel che riguarda la relativa app mobile.

Queste novità riguardano da vicino chi si occupa di Email-marketing; la prima novità, già presente da tempo nella versione web del servizio e ora disponibile anche nella app, riguarda la possibilità di annullare l’iscrizione ad una newsletter/mailing list direttamente dall’interfaccia, senza quindi dover cercare il link di disiscrizione, che spesso, sbagliando, viene relegato in fondo all’email o in posizioni poco visibili.

La novità non è di per se pericolosa o di un qualche danno per chi si occupa di email marketing: non ripeteremo mai a sufficienza la necessità di rendere visibile e chiara la possibilità di disiscrizione, per evitare che l’utente segnali come spam la missiva, ingenerando un danno ben più grave che quello del semplice abbandono.

13 Lug 2015

Google Postmaster Tools: la gestione dello spam secondo Gmail

In termini di utilità il Google Postmaster Tools non è nemmeno lontanamente paragonabile ai Google Webmaster Tools, ma almeno è un primo passo con il quale Google si avvicina a chi spedisce email verso i server di BigG. Avrei voluto scrivere "si apre", ma in realtà non è una grande apertura, considerando che Yahoo, Microsoft, Libero e altri forniscono strumenti di Feedback loop ben più puntuali e lo fanno, in sordina, da molti anni e, per di più, utilizzando standard aperti di "reporting" (ARF)

L'attivazione dell'accesso al portale necessita di specificare quale sia il dominio DKIM (valore d= della relativa firma) delle email inviate o il dominio del mittente nel caso si utilizzi SPF. La proprietà del dominio dovrà poi essere verificata con l'inserimento di un record TXT nel DNS del dominio stesso.

03 Lug 2015

Il paradosso del Tab Promozioni di Gmail

La decisione da parte di Google di classificare in maniera automatizzata le email promozionali, relegandole in un tab apposito, mandò nel panico gli email marketer di tutto il globo.

Le reazioni isteriche iniziali, comprese quelle di chi tentava di scovare trucchi per trarre in inganno il filtro, con scarsi o nulli risultati, lasciarono presto spazio a inviti più o meno blandi ai propri utenti, perché spostassero le email giunte nel tab promozioni, oppure perché aggiungessero il mittente alla propria rubrica.

tabbed inbox

16 Feb 2015

Deliverability su misura

L'incubo di tutti gli email-marketer è vedere le proprie, preziosissime, comunicazioni finire in SPAM.

Abbiamo già detto più volte che ogni provider di posta adotta proprie tecniche, per ovvi motivi segrete, per classificare ciò che all'utente interessa e ciò che invece, secondo lui, è pura informazione commerciale non richiesta.

30 Dic 2013

Gmail non blocca più le immagini

Ottima notizia per chi invia newsletter a Gmail, un po' meno per chi utilizza sistemi di tracciamento per individuare la geolocalizzazione dell'apertura, tipo di dispositivo utilizzato e tipo di programma di posta in uso.

Già con il passaggio ad https (connessione protetta alla webmail) per la sua webmail Gmail aveva reso più complicato riuscire a distinguere le aperture avenute sulla webmail ma con quest'ultima modifica di fatto Google fa un passo avanti nella difesa della privacy dei suoi lettori.

La stranezza è che con il nuovo sistema rende più semplice il tracciamento dell'apertura che ora non ha più bisogno che l'utente scelga di visualizzare le immagini, quindi in questo senso potrebbe essere visto come un passo indietro nella difesa della privacy.