30 Mag 2017

Trump e l'email marketing per la raccolta fondi

La campagna elettorale USA è sempre una macchina affascinante e, a partire dalla prima elezione di Obama, la rete ne è diventata protagonista assoluta, capace di variare equilibri consolidati e spazzare via previsioni date per certe. La quantità di denaro messo in campo dai due partiti maggiori è tale da giustificare la nascita di aziende e startup: la competizione serrata e i tempi stretti sono sicuramente terreno fertile per idee nuove e spregiudicate. In particolare in questo ultimo turno presidenziale sembra che le email siano state le vere protagoniste, sia dal punto di vista sicurezza (ricordiamo lo scandalo delle email di Hillary Clinton), sia da quello strettamente marketing.

Per muovere una grande macchina elettorale è necessario raccogliere molti soldi: il fundraising rappresenta una parte fondamentale nella campagna elettorale.

Gli approcci online di Democratici e Repubblicani sono stati nettamente diversi.

Elezioni

I Democratici si sono infatti affidati principalmente all'advertising online classico, display, mentre il Republican National Committee si è pesantemente affidato ad una pratica che spesso abbiamo demonizzato: l'acquisto e il noleggio di liste email da "spammare" chiedendo appunto il sostegno economico al candidato.

Dati alla mano pare che il RNC abbia speso ben 27 Milioni di dollari in indirizzi email, ottenuti gran parte da una "piccola" start up nata nel 2012, ConservativeConnector.com, la cui mission, davvero esplicita, è

"CONSERVATIVE ONLINE ACTIVISTS - DELIVERED."

24 Feb 2017

Email marketing, il successo non è una email aperta

Negli ultimi anni il ruolo dell'email marketing si è andato precisando e ha assunto sempre maggior peso: per questo è diventato sempre più importante capirne e misurarne l'efficacia.

Quando si parla di efficacia di una campagna marketing, in genere, la prima parola che viene in mente è "conversione"; per conversione si intende non necessariamente l'acquisto di un bene, ma più genericamente la finalizzazione dell'operazione a cui il messaggio invitava.

Email Aperta

Se è vero che qualche tempo fa si urlava a gran voce "content is the king", oggi pare che l'imperativo sia diventato il più prosaico "convert, convert, convert!" , dunque l'attenzione si è spostata dalla narrazione al convincimento puro e semplice. Ovviamente la verità sta come sempre nel mezzo, ma esiste una ragione fondamentale di questo spostamento: misurare l'intrattenimento e il coinvolgimento/identificazione è estremamente complesso e ancora più difficile stabilirne la connessione con il successo di un prodotto o di un brand.

27 Gen 2017

Email Marketing, strumenti per la creazione delle newsletter

Nell'ultimo articolo abbiamo visto come il lavoro legato all'email marketing possa riassumersi in quattro fasi e ne abbiamo analizzata la prima, la costruzione della lista, suggerendo alcuni strumenti utili alla gestione di questo importante e delicato processo. Una volta costruito il database, arriva il momento di preparare le comunicazioni. Creare una newsletter efficace, bella, responsive e correttamente visibile in tutti i maggiori client di posta e device è un compito estremamente demandante. Abbiamo selezionato per voi una serie di strumenti che possono esservi d'aiuto in questa fase.

Editor Online

Al giorno d'oggi la maggior parte dei servizi ESP mette a disposizione moderni editor per email responsive, grazie ai quali è possibile creare in breve tempo il proprio template per le comunicazioni. È altrettanto vero che non tutti gli editor sono uguali e non tutte le soluzioni hanno un editor incluso: è il caso, ad esempio, dei servizi di SMTP relay, oppure di servizi self hosted. In questi casi un editor di email online può essere vitale, per evitare forti mal di testa.

Mosaico

Mosaico Mosaico, sviluppato da VOXmail, è il primo Editor Email rilasciato in licenza GPL, per cui open source. È un editor moderno, che permette di realizzare email responsive utilizzando blocchi di contenuto, configurabili nell'aspetto e nei colori. Semplicità d'uso e solidità sono le sue caratteristiche principali. È possibile testarlo online senza effettuare registrazione; il sistema vi consentirà di caricare le vostre immagini, creare la vostra newsletter e anche testarla. Potrete poi scaricare l'html per usarlo per gli invii effettivi.

09 Dic 2016

Email marketing con gli auguri di Natale? Meglio evitare.

Fino ad un decennio fa, la maggior parte delle aziende aveva l'abitudine di inviare a fornitori e clienti una cartolina postale di auguri di buone feste, molto spesso accompagnandola con un gadget.

Ora i tempi sono cambiati e, fra crisi e nuove tecnologie, le aziende trovano nettamente più conveniente inviare una email di auguri, semplice, poco costosa, ma molto spesso completamente inutile, se non dannosa.

Come abbiamo più volte fatto notare, l'email è uno strumento di relazione importante, che va usato nel momento in cui abbiamo effettivamente qualcosa da dire al nostro pubblico.Newsletter a natale? meglio di no.

In questo periodo le caselle di posta dei nostri clienti e dei nostri fornitori tendono ad essere piene di decine di email di auguri, più o meno tutti sullo stesso tenore; la nostra email di auguri ha la seria probabilità di venire ignorata, cancellata o persino catalogata come spam.

Il pensiero comune è "Che male può fare una email di auguri? Al massimo non verrà letta!", ma sappiamo come in realtà la deliverability dipenda strettamente dalla rilevanza delle email che inviamo. Ogni email ignorata incide sulla nostra reputazione.

22 Nov 2016

Perché non è saggio usare "noreply" come mittente

L'email marketing è marketing di relazione, l'abbiamo ripetuto più e più volte; altra cosa che amiamo ripetere è che ottenere il consenso è aprire un canale diretto e disentermediato con in nostro lead/cliente.

Alla luce di questo davvero risulta difficile capire come ancora oggi moltissimi mandino email massive usando come mittente il famigerato "no-reply", magari spiegando addirittura ad inizio comunicazione che l'email mittente non è presidiata, invitando dunque l'utente a non rispondere alla missiva.

no reply

È curioso come in un mondo dove si lotta per un'apertura in più, un click, una flebile traccia digitale di passaggio, ci si neghi senza motivo alcuno il canale fondamentale di feedback di una email: la risposta.

Inviare una email da un indirizzo e non funzionante, fittizio, nega questo canale di feedback, lanciando all'utente un segnale inequivocabile: io ti dico le cose che intendo dirti, ma non mi interessa affatto quello che vuoi dirmi tu.

21 Nov 2016

Dem o Newsletter? Due modi di intendere l'email marketing

Parlando di email marketing capita spesso di fare un po' di confusione nell'uso dei termini. In particolare ancora oggi risulta difficoltoso distinguere bene fra DEM e Newsletter.

DEM è un acronimo che sta per Direct Email Marketing, nelle intenzioni quindi una branca specifica del Direct Marketing, che utilizza come strumento l'email.
Wikipedia riporta, parlando del direct marketing:

"Rispetto alle forme di pubblicità classica (TV, Radio, Stampa) il Direct Marketing consente di stabilire una relazione diretta e duratura con il target, personalizzando i messaggi in funzione delle specifiche esigenze e caratteristiche del singolo cliente e della fase del ciclo di vita del cliente stesso. In particolare il Direct marketing può essere utilizzato per acquisire il cliente, svilupparlo, fidelizzarlo ed infine recuperarlo in caso di abbandono (quattro fasi del ciclo di vita del cliente). La fase di acquisizione viene effettuata contattando clienti potenzialmente interessanti (prospect), i cui contatti (indirizzo fisico, email, numero telefono) sono disponibili all'interno di liste profilate vendute sul mercato da operatori definiti list broker."

Cassette

Già questa definizione fa scattare un campanello, evidentemente qui siamo piuttosto lontani dai territori del permission marketing: si parla, nel caso della lead generation, di fare operazioni su liste noleggiate o acquistate da terze parti. Dunque, volendo sintetizzare, per DEM intendiamo una singola comunicazione spiccatamente commerciale inviata ad indirizzi di cui l'azienda non ha raccolto il consenso diretto: sappiamo bene che questo tipo di operazione è molto delicata e in ampia parte sconsigliata.

09 Nov 2016

Strategie di email marketing: la stanchezza della lista

Una delle chimere del web-marketing, e dunque anche dell'email marketing, è la misurabilità "totale" degli effetti delle nostre azioni: grazie agli strumenti forniti dalle varie piattaforme si ha la sensazione di avere tutto sotto controllo e di poter stabilire dunque con esattezza se una strategia stia dando o meno i suoi frutti.

In realtà molto spesso ci si accorge che più dati si hanno, più è difficile leggerli accuratamente ed avere dunque indicazioni utili ad eventuali correzioni di rotta.

Questo è ancora più vero per l'email marketing, che è uno strumento di relazione, i cui effetti vanno misurati nel medio e lungo termine.

Email Marketing e Stanchezza

È chiaro più o meno a tutti che i KPI di un invio - singolo - di una comunicazione via email siano aperture e click, si dimentica invece più spesso che esistono anche KPI "negativi", come errori di consegna, disiscrizioni e segnalazioni di abuso: questi elementi, anche nel singolo invio, hanno un peso notevolissimo, perché hanno la capacità di allertare o meno i filtri antispam e quindi ripercuotersi sulla deliverability non solo futura ma persino della spedizione in corso (i filtri sono diventati estremamente veloci e efficaci).

Dicevamo comunque che l'email marketing è strumento di relazione e che i risultati vanno interpretati e letti tenendo presente il medio e il lungo periodo: questo significa che dovremo allontanare l'attenzione dal singolo invio per avere un quadro più in ampio.

Il punto di arrivo e partenza dell'invio massivo di email è la lista contatti, a partire dalla sua composizione, che deve essere sempre più accurata, paziente e attenta, lontana ad esempio dalle tentazioni di riutilizzo vecchi database di provenienza dubbia, fino all'analisi dell'interazione dei contatti con le nostre comunicazioni.

La storia della relazione del singolo contatto è in grado di raccontarci molto: come si è iscritto, che email ha aperto, quali a cliccato, che conversioni ha creato, quante newsletter ha ignorato.

09 Mag 2016

Sms e Email Marketing, seconda parte: misurare i risultati

Concludiamo con questo secondo post il "confronto" fra i due mezzi di permission marketing più conosciuti ed utilizzati, Email e Sms.
Nella prima parte abbiamo analizzato similutidini e differenze nella raccolta del consenso, nei contenuti e nei problemi di deliverability; in questa seconda parte affronteremo nel dettaglio reportistica, strategie e costi.

Sms e Email marketing

Misurare i risultati

La reportistica ritornata dai sistemi di invio SMS ed Email è radicalmente diversa.

Questa diversità è dovuta in gran parte alle differenze tecniche fra i due mezzi; nel caso degli SMS, il sistema ci indica la percentuale di messaggi consegnati. In caso di SMS ad altà qualità, questa percentuale deve essere sempre vicina al 100%, diversamente potrebbe essere un indicatore di problemi sulla lista (numeri inesistenti) o difficoltà tecniche del fornitore di servizio

Se il messaggio non contiene un link, non avremo altre particolari statistiche, se non quelle relative ad eventuali opt-out (disiscrizione), se gestite direttamente dal fornitore. C'è da dire che la percentuale di apertura/lettura di un SMS, al contrario di quel che succede con le email, è vicino al 100%, e la lettura stessa avviene entro pochi secondi dalla ricezione.

22 Apr 2016

Sms e Email Marketing, così vicini, così lontani

Parlando di permission marketing, gli esempi più lampanti - e più utilizzati - sono l'email marketing e l'sms marketing.

sms e emailDi fatto queste due forme di marketing agiscono direttamente sugli unici touchpoint digitali personali e disintermediati: l'email ed il numero di telefono. Sono dunque due forme di comunicazione "imparentate": l'avvento degli smartphone, quindi di dispositivi in cui si controllano e si ricevono sia sms, sia email, pare anzi aver ridotto ancora di più le distanze.

Sicuramente i punti di contatto esistono, ma, come andremo a vedere, le differenze tecnologiche, di utilizzo, di misurazione e di gestione sono davvero notevoli.

22 Mar 2016

Kevin Rose, i social e il ritorno alla newsletter

Twitter compie dieci anni e sente un po' di affanno, Google+ dopo aver cambiato pelle almeno un paio di volte, al momento sonnecchia ozioso in un angolino del nostro telefono. Decine di altri progetti, fortemente basati sull'approccio sociale del cosidetto Web 2.0, nel corso di questi ultimi anni sono semplicemente spariti, lasciando spazio al trend del momento, quello delle applicazioni di messaggistica istantanea.

The Journal

Fra i grandi progetti social che hanno "segnato" la rete in questi anni, Digg merita sicuramente una menzione: creato nel 2004 dall'allora ventisettenne Kevin Rose, Digg nasce come strumento di social bookmarking
Sostanzialmente tramite il proprio profilo Digg si raccolgono link e lo stesso Digg, attraverso un sistema di rating sociale, li promuove e li aggrega, creando contenitori tematici di notizie, teoricamente altamente rilevanti. Come capita sempre, all'avvento di Digg, sono corrisposti proclami sulla morte delle newsletter e dell'email marketing, considerati vestigia di un passato glorioso.