09 Nov 2016

Strategie di email marketing: la stanchezza della lista

Una delle chimere del web-marketing, e dunque anche dell'email marketing, è la misurabilità "totale" degli effetti delle nostre azioni: grazie agli strumenti forniti dalle varie piattaforme si ha la sensazione di avere tutto sotto controllo e di poter stabilire dunque con esattezza se una strategia stia dando o meno i suoi frutti.

In realtà molto spesso ci si accorge che più dati si hanno, più è difficile leggerli accuratamente ed avere dunque indicazioni utili ad eventuali correzioni di rotta.

Questo è ancora più vero per l'email marketing, che è uno strumento di relazione, i cui effetti vanno misurati nel medio e lungo termine.

Email Marketing e Stanchezza

È chiaro più o meno a tutti che i KPI di un invio - singolo - di una comunicazione via email siano aperture e click, si dimentica invece più spesso che esistono anche KPI "negativi", come errori di consegna, disiscrizioni e segnalazioni di abuso: questi elementi, anche nel singolo invio, hanno un peso notevolissimo, perché hanno la capacità di allertare o meno i filtri antispam e quindi ripercuotersi sulla deliverability non solo futura ma persino della spedizione in corso (i filtri sono diventati estremamente veloci e efficaci).

Dicevamo comunque che l'email marketing è strumento di relazione e che i risultati vanno interpretati e letti tenendo presente il medio e il lungo periodo: questo significa che dovremo allontanare l'attenzione dal singolo invio per avere un quadro più in ampio.

Il punto di arrivo e partenza dell'invio massivo di email è la lista contatti, a partire dalla sua composizione, che deve essere sempre più accurata, paziente e attenta, lontana ad esempio dalle tentazioni di riutilizzo vecchi database di provenienza dubbia, fino all'analisi dell'interazione dei contatti con le nostre comunicazioni.

La storia della relazione del singolo contatto è in grado di raccontarci molto: come si è iscritto, che email ha aperto, quali a cliccato, che conversioni ha creato, quante newsletter ha ignorato.

09 Mag 2016

Sms e Email Marketing, seconda parte: misurare i risultati

Concludiamo con questo secondo post il "confronto" fra i due mezzi di permission marketing più conosciuti ed utilizzati, Email e Sms.
Nella prima parte abbiamo analizzato similutidini e differenze nella raccolta del consenso, nei contenuti e nei problemi di deliverability; in questa seconda parte affronteremo nel dettaglio reportistica, strategie e costi.

Sms e Email marketing

Misurare i risultati

La reportistica ritornata dai sistemi di invio SMS ed Email è radicalmente diversa.

Questa diversità è dovuta in gran parte alle differenze tecniche fra i due mezzi; nel caso degli SMS, il sistema ci indica la percentuale di messaggi consegnati. In caso di SMS ad altà qualità, questa percentuale deve essere sempre vicina al 100%, diversamente potrebbe essere un indicatore di problemi sulla lista (numeri inesistenti) o difficoltà tecniche del fornitore di servizio

Se il messaggio non contiene un link, non avremo altre particolari statistiche, se non quelle relative ad eventuali opt-out (disiscrizione), se gestite direttamente dal fornitore. C'è da dire che la percentuale di apertura/lettura di un SMS, al contrario di quel che succede con le email, è vicino al 100%, e la lettura stessa avviene entro pochi secondi dalla ricezione.

22 Apr 2016

Sms e Email Marketing, così vicini, così lontani

Parlando di permission marketing, gli esempi più lampanti - e più utilizzati - sono l'email marketing e l'sms marketing.

sms e emailDi fatto queste due forme di marketing agiscono direttamente sugli unici touchpoint digitali personali e disintermediati: l'email ed il numero di telefono. Sono dunque due forme di comunicazione "imparentate": l'avvento degli smartphone, quindi di dispositivi in cui si controllano e si ricevono sia sms, sia email, pare anzi aver ridotto ancora di più le distanze.

Sicuramente i punti di contatto esistono, ma, come andremo a vedere, le differenze tecnologiche, di utilizzo, di misurazione e di gestione sono davvero notevoli.

22 Mar 2016

Kevin Rose, i social e il ritorno alla newsletter

Twitter compie dieci anni e sente un po' di affanno, Google+ dopo aver cambiato pelle almeno un paio di volte, al momento sonnecchia ozioso in un angolino del nostro telefono. Decine di altri progetti, fortemente basati sull'approccio sociale del cosidetto Web 2.0, nel corso di questi ultimi anni sono semplicemente spariti, lasciando spazio al trend del momento, quello delle applicazioni di messaggistica istantanea.

The Journal

Fra i grandi progetti social che hanno "segnato" la rete in questi anni, Digg merita sicuramente una menzione: creato nel 2004 dall'allora ventisettenne Kevin Rose, Digg nasce come strumento di social bookmarking
Sostanzialmente tramite il proprio profilo Digg si raccolgono link e lo stesso Digg, attraverso un sistema di rating sociale, li promuove e li aggrega, creando contenitori tematici di notizie, teoricamente altamente rilevanti. Come capita sempre, all'avvento di Digg, sono corrisposti proclami sulla morte delle newsletter e dell'email marketing, considerati vestigia di un passato glorioso.

17 Mar 2016

Email marketing: come aumentare le aperture giocandosi la reputazione

Ad ogni invio di newsletter il nostro ESP di fiducia ci fornisce un paio di numeri fondamentali per capire il gradimento della nostra comunicazione: le aperture ed i click.
Sappiamo che un invio riuscito deve registrare almeno il 25% di aperture, ma, per contro, sappiamo anche che è davvero difficile salire sopra al 35/40%.

Statistiche

La domanda che viene spontanea, soprattutto a chi approccia per la prima volta al mondo dell'email marketing, è come fare a "svegliare" questa parte del pubblico potenziale della newsletter.
L'errore comune è quello di pensare che la nostra comunicazione sia così importante e fondamentale, che la non apertura possa solo essere frutto di un errore di invio o di una distrazione del destinatario.
È noto quanto questa valutazione sia errata: se sinceramente ripensiamo a quante newsletter, a cui siamo regolarmente iscritti, apriamo nel corso della giornata in rapporto al totale delle email ricevute, vedremo che mediamente il numero corrisponde a quel famigerato 25% citato prima.

Le ragioni di una mancata apertura sono molteplici, anche se il principale imputato rimane la scarsa rilevanza dell'email stessa.
Nel corso degli anni è diventata pratica comune, spesso anche supportata da funzioni fornite dagli ESP, il reinvio, con tempistiche più o meno serrate, della stessa newsletter a tutti gli utenti che hanno già ricevuto il primo invio, ma che risultano non averlo aperto.

Questa pratica è in realtà assai controproducente.

22 Feb 2016

Email marketing in Europa, il mercato in Spagna, Francia e Germania

Concludiamo il nostro piccolo viaggio nel mercato degli ESP allargando la visuale all'Europa: dopo aver "analizzato" il peso dei vari player, stranieri e non, in Italia, ci siamo concentrati sugli altri paesi Europei non anglofoni.

Il metodo utilizzato è sempre quello - estremamente indicativo - del numero di ricerche mensili del brand su google, fornito direttamente dagli strumenti di AdWords. Come spiegato negli articoli precedenti, questo conteggio può aiutarci a darci un'idea della composizione del mercato dell'Email Marketing, della penetrazione dei vari ESP e delle abitudini dei marketer.

Email marketing in Europa

20 Gen 2016

Il mercato dell'Email Marketing in Italia - Fornitori Esteri

Nell'articolo Piattaforme Italiane per l'Email Marketing abbiamo analizzato brevemente, grazie ai trend sulle ricerche Google forniti da Adwords, il mercato dei servizi di invio newsletter italiani.

I nomi che spiccavano in questa piccola ricerca erano sicuramente quelli di Mailup e VOXmail, senza dimenticare player storici di "alto livello" come ContactLab o Magnews, sicuramente fra i pionieri dell'email marketing italiano.

In Italia però arrivano anche molti servizi esteri, alcuni dei quali localizzati in italiano.

In questa seconda parte della ricerca, tentiamo di capire, sempre ricordando i limiti di questa analisi (sostanzialmente identifichiamo quante ricerche vengono fatte al mese su Google con il brand dell'azienda/prodotto), quale sia la penetrazione di questi fornitori nel mercato Italiano

19 Gen 2016

Piattaforme italiane per l'email marketing

Dopo la breve sbornia da "social network" (e dopo aver archiviato i vari annunci di morte imminente dell'email), le attenzioni degli esperti stanno tornando al mondo delle newsletter e dell'email marketing in generale.

Di fatto negli ultimi anni si è assistito ad una evoluzione costante nell'invio email, che ha portato al progressivo abbandono di soluzioni fai-da-te e l'affermarsi, anche in Italia di realtà ESP (Email Service Providerprofessionali e spesso presenti anche nei mercati esteri.

Grazie agli strumenti forniti da Google Adwords, è possibile tentare di tracciare una stima "super partes" del grado di diffusione dei vari ESP nostrani, andando a verificare, molto semplicemente, il trend di ricerche riferite direttamente al brand.

trend ricerche

Questo tipo di valutazione ha ovviamente dei limiti, e vuole dare semplicemente una visione d'insieme di quello che è il mercato dell'invio email in Italia.

22 Dic 2015

L'anno di Email Marketing Blog

L'anno volge al termine ed è tempo, come sempre, di bilanci piccoli e grandi.

Per Email Marketing Blog il 2015 è stato un anno intenso, fatto di piccole e grandi novità: per la prima volta dalla nascita, la redazione si è allargata, e il blog è diventato a tutti gli effetti "collettivo". Questo allargamento è corrisposto ad un rinnovato slancio:  nel corso dell'anno abbiamo scritto 22 post.

L'anno di Email Marketing Blog

I temi principali toccati quest'anno sono stati sicuramente quelli riguardanti deliverability e antispam, da sempre questioni al centro delle preoccupazioni di chi si occupa professionalmente di Email Marketing. La visione che abbiamo cercato di dare non è quella meramente tecnica, piuttosto quella rivolta a capire quali siano le buone pratiche che possono aiutarci a "scansare" i problemi derivanti dalla continua evoluzione dei filtri e delle politiche AntiSpam ad opera dei vari provider.

24 Nov 2015

Spam, Consenso e Rilevanza - Email Marketing in tre parole

Cosa si intende per SPAM

Parlando di email, con il termine SPAM si indica genericamente una comunicazione massiva di tipo promozionale non richiesta dal proprietario della casella di posta.

Spam e Consenso

L’aumento esponenziale di questo tipo di traffico promozionale con il diffondersi della connettività internet ha portato sia i fornitori di servizio email, sia i governi a correre ai ripari per tutelare i propri clienti e i propri cittadini.
Chi invia comunicazioni commerciali ai propri clienti deve dunque stare attento a due aspetti fondamentali: