05 Lug 2017

La pubblicità Gmail non spierà più i contenuti delle email

Google ha annunciato, con un post sul blog ufficiale datato 23 giugno, un cambiamente radicale per quel che riguarda la pubblicità sulla versione free di Gmail.

Curiosamente l'annuncio pare piuttosto "fuorviante": il titolo stesso dice che prossimamente la versione free di Gmail diventerà "più simile" a quella contenuta in Gsuite (dunque la versione a pagamento "aziendale").

In realtà la questione gira tutta attorno al tema dell'advertising personalizzato e dell'uso del contenuto della posta privata per profilare l'utente.

Gmail

Google dunque dichiara che, a partire da una data non meglio specificata, ma entro la seconda parte dell'anno, non userà più il contenuto delle email che transitano nel nostro account Gmail free per selezionare gli annunci proposti all'interno dello stesso.

In questo senso la piattaforma Gmail free si avvicinerà a quella di Gsuite, cioè in nessuna delle due verrà effettuato un'analisi del testo delle email a fini advertising; c'è da dire che attualmente la versione a pagamento non ha proprio spazi pubblicitari - e né li avrà nel breve.

La sensazione è dunque quella che l'annuncio sia stato "girato" tentando di spostare l'attenzione da una pratica che molti ritengono invasiva; ora la pubblicità di Gmail free verrà proposta sulla base delle impostazioni e dei comportamenti previsti per l'advertising Google su siti terzi, in pratica raccogliendo dati di navigazione attraverso cookie di terza parte.

08 Giu 2017

La relazione sull'attività 2016 del Garante: telemarketing, liste pubbliche e grandi progetti

All'inizio di questa settimana il Garante per la protezione dei dati personali ha presentato la relazione sul lavoro svolto dall'autorità nel corso del 2016.

Il documento è sicuramente di vivo interesse per avere un'idea precisa dello stato dell'arte della protezione dei dati personali nel nostro paese.

Garante privacy

L'attività del Garante è davvero multiforme e sfaccettata: i campi di intervento nel 2016 sono stati il crimine informatico e la cybersicurezza, la profilazione on line e i social media, i rischi della Rete e il cyberbullismo, la lotta al terrorismo e la sorveglianza di massa, i Big Data, l'uso delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro, la trasparenza della Pa on line e le garanzie da assicurare ai cittadini, il fisco e la tutela della riservatezza dei contribuenti, il telemarketing, le intercettazioni e la protezione dei dati contenuti negli atti processuali, la tutela dei minori da parte dei media, i diritti dei consumatori, le grandi banche dati pubbliche, il mondo della scuola, il diritto all'oblio, le garanzie per il trasferimento dei dati negli Usa, la sanità.

30 Mag 2017

Trump e l'email marketing per la raccolta fondi

La campagna elettorale USA è sempre una macchina affascinante e, a partire dalla prima elezione di Obama, la rete ne è diventata protagonista assoluta, capace di variare equilibri consolidati e spazzare via previsioni date per certe. La quantità di denaro messo in campo dai due partiti maggiori è tale da giustificare la nascita di aziende e startup: la competizione serrata e i tempi stretti sono sicuramente terreno fertile per idee nuove e spregiudicate. In particolare in questo ultimo turno presidenziale sembra che le email siano state le vere protagoniste, sia dal punto di vista sicurezza (ricordiamo lo scandalo delle email di Hillary Clinton), sia da quello strettamente marketing.

Per muovere una grande macchina elettorale è necessario raccogliere molti soldi: il fundraising rappresenta una parte fondamentale nella campagna elettorale.

Gli approcci online di Democratici e Repubblicani sono stati nettamente diversi.

Elezioni

I Democratici si sono infatti affidati principalmente all'advertising online classico, display, mentre il Republican National Committee si è pesantemente affidato ad una pratica che spesso abbiamo demonizzato: l'acquisto e il noleggio di liste email da "spammare" chiedendo appunto il sostegno economico al candidato.

Dati alla mano pare che il RNC abbia speso ben 27 Milioni di dollari in indirizzi email, ottenuti gran parte da una "piccola" start up nata nel 2012, ConservativeConnector.com, la cui mission, davvero esplicita, è

"CONSERVATIVE ONLINE ACTIVISTS - DELIVERED."

12 Mag 2017

App e plugin che spiano la nostra posta (e rivendono i dati)

Nelle ultime settimane ha destato parecchio scalpore - specie negli Stati Uniti - la vicenda che ha visto come protagonisti Uber e il servizio di disiscrizione automatica Unroll.me.

Cos'è successo di preciso? Il 23 aprile 2017 è uscito sul New York Times un esteso dossier sulle attività "border-line" di Uber, dossier che scandagliava e identificava il modus operandi del CEO di Uber Travis Kalanick.

Nell'articolo veniva dichiarato apertamente che il servizio di intelligence interna di Uber ha comprato dati relativi all'attività del proprio concorrente Lyft da Slice Intelligence, che, interrogata a tal proposito dal giornalista, ha confermato la cosa.

Privacy

Il grande pubblico ha scoperto così che Slice, attraverso l'applicazione Unroll.me, servizio gratuito che si occupa di "ripulire" la vostra casella di posta da iscrizioni non gradite a newsletter et similia, utilizza l'accesso garantito alla stessa casella per ottenere quante più informazioni possibile, da impacchettare e rivendere poi al migliore offerente.

Unroll.me è un servizio molto utilizzato negli Stati Uniti (considerate che la legge statunitense in materia di invii commerciali - il CAN-SPAM - consente l'invio senza consenso, a patto che ci sia la possibilità di disiscrizione) e dunque questa scoperta ha suscitato una certa indignazione.

È ovvio che a nessuno faccia piacere scoprire che la propria casella email sia oggetto di analisi approfondita da parte di intelligenze artificiali alla ricerca di ricevute, conferme d'ordine e quant'altro, e che questi dati siano poi conservati ed utilizzati - anonimamente, ma non solo in maniera aggregata, anche puntuale - come base dati di intelligence commerciale.

Aldilà del fastidio, la pratica adottata da Unroll.me/Slice è legale?

23 Ago 2016

Privacy internazionale: consenso e regole sul trattamento dei dati nell'invio email

Molto spesso ci siamo soffermati sull'importanza della raccolta corretta del consenso e sulle strategie di database, approfondendo anche il ruolo della normativa italiana, una fra le più evolute in questo campo. È però vero che chi si occupa di email marketing spesso ha a che fare con una platea internazionale: è bene sapere che non tutti i paesi adottano le stesse regole, e anche i provider dimostrano spesso comportamenti "regionali", differenti dunque da nazione a nazione.

U.S.A.

Gli ESP statunitensi, come ad esempio Mailchimp, prendono come base la legislazione USA, il cosidetto CAN-SPAM. I principi base di questa legge sono in realtà piuttosto "leggeri": non si parla infatti, ad esempio, di opt-in, ma unicamente di opt-out, per cui dell'obbligatorietà di un sistema di cancellazione del proprio indirizzo email dalla lista. Altro punto chiave del CAN-SPAM è la necessità di fornire ad ogni invio un indirizzo fisico di riferimento (Mailchimp infatti non vi consentirà di inviare alcuna email senza la presenza di questo indirizzo).

email marketing spam

È chiaro che anche negli Stati Uniti, nonostante la legge "permissiva", gli ESP spingono molto sull'acquisizione corretta degli indirizzi email, per evitare problemi con le politiche antispam degli ISP.

E nel resto del mondo? La situazione è estremamente varia e confusa, sia dal punto di vista legale, sia dal punto di vista del comportamento dei singoli provider.

18 Dic 2014

COMPRARE LISTE È MALE

Un po’ come incrociare i flussi. Non è -solo- questione di legalità, per quanto le norme italiane sulla privacy e sul consenso al trattamento dei dati personali parlino piuttosto chiaro, è innanzitutto una questione di opportunità e di efficacia.

one does not simply buy an email list

Partiamo dal concetto di SPAM: per SPAM si intende una comunicazione [commerciale] indesiderata, non richiesta.

09 Apr 2011

Epsilon e la sicurezza dei dati sensibili: calma e sangue freddo

Furto indirizzi emailIl 1° Aprile scorso Epsilon, uno dei più importanti ESP al mondo, è stata vittima di un attacco e che molti dati personali di numerosi clienti dell'agenzia sono stati "rubati". Ne ha parlato il WallStreetJournal e la CNN, in italia la notizia è passata in sordina.

Steve Atkins, cofondatore di Word To The Wise, ha pubblicato ieri un ottimo articolo che ho avuto il permesso di tradurre e pubblicare di seguito.

04 Gen 2011

SPAM: prima sentenza penale per violazione della privacy

Sentenza Violazione PrivacyRisale ad un paio di settimane fa la prima condanna penale per trattamento illecito di dati personali.

L'amministratore delegato e il reponsabile del trattamento dei dati personali della società Buongiorno Vitaminic sono stati infatti condannati a 9 mesi di reclusione.

La vicenda risale al 2001 quando Clever stipulò un contratto con Buongiorno per l'invio della newsletter FuorissimoDay a circa 500.000 utenti che avevano richiesto la newsletter sul sito fuorissimo.com.

Il gestore di Clever aveva accusato Buongiorno di aver continuato ad inviare email a 180.000 di quegli utenti per pubblicizzare prodotti di Buongiorno Vitaminic.

02 Lug 2009

Bilancio 2008 del Garante della Privacy

Garante della privacyIl Garante della Privacy ha pubblicato la relazione annuale relativa al 2008. La sintesi per la stampa contiene i dati più significativi.

Queste secondo me le più interessanti:

21 Mag 2009

Richiesta di consenso contestuale alla prima email promozionale

Sanzioni privacyNella newsletter dello scorso 5 maggio il garante ha ribadito concetti dei quali ho già avuto modo di parlare:

Anche se i dati sono estratti dalle Pagine Gialle o dai registri pubblici, quando si usano sistemi automatizzati è obbligatorio acquisire prima il consenso dei destinatari. Continua l'azione del Garante contro lo spamming e il marketing disinvolto. L'Autorità ha vietato l'ulteriore trattamento illecito dei dati personali a cinque società che inviavano pubblicità tramite fax e posta elettronica senza il preventivo consenso degli interessati.