22 Nov 2016

Perché non è saggio usare "noreply" come mittente

L'email marketing è marketing di relazione, l'abbiamo ripetuto più e più volte; altra cosa che amiamo ripetere è che ottenere il consenso è aprire un canale diretto e disentermediato con in nostro lead/cliente.

Alla luce di questo davvero risulta difficile capire come ancora oggi moltissimi mandino email massive usando come mittente il famigerato "no-reply", magari spiegando addirittura ad inizio comunicazione che l'email mittente non è presidiata, invitando dunque l'utente a non rispondere alla missiva.

no reply

È curioso come in un mondo dove si lotta per un'apertura in più, un click, una flebile traccia digitale di passaggio, ci si neghi senza motivo alcuno il canale fondamentale di feedback di una email: la risposta.

Inviare una email da un indirizzo e non funzionante, fittizio, nega questo canale di feedback, lanciando all'utente un segnale inequivocabile: io ti dico le cose che intendo dirti, ma non mi interessa affatto quello che vuoi dirmi tu.

I motivi per cui l'uso del mittente "noreply" è assolutamente da evitare sono svariati:

  • I filtri antispam penalizzano le email che usano questi mittenti
  • Alcuni utenti potrebbero non capire che l'email è fittizia e rispondere, ottenendo poi indietro un bounce incomprensibile di mancata consegna, o rimanere in attesa di un feedback che non arriverà mai.
  • Eliminando questo canale perdiamo sicuramente alcuni feedback fondamentali, o anche disiscrizioni o lamentele, che non trattate potrebbero portare a danni davvero seri.
  • L'email mittente è uno degli strumenti che abbiamo per creare un rapporto di fiducia con il destinatario e convincerlo ad aprire l'email, sicuramente un indirizzo "noreply" non è il miglior biglietto da visita.

Al netto di queste considerazioni, importantissime, sappiamo che i filtri antispam moderni lavorano molto sulla reputazione, misurata tramite l'interazione dei destinatari con l'email ricevuta: la risposta ad una email è da considerarsi il massimo grado di interazione possibile.

L'approccio alla comunicazione Email di chi sceglie di usare un indirizzo "noreply" è, a nostro parere, quello di chi non ha capito l'unicità vera del mezzo.

Inviare una email è un atto che apre un canale personale con chi la riceve; qualsiasi client di posta consente di fare alcune operazione fondamentali: aprire, cancellare, inoltrare, rispondere. Lasciare questo canale aperto e disponibile è fondamentale, anzi, incentivare la risposta ha una serie di effetti positivi: molte webmail considereranno molto più positivamente ulteriori email provenienti da mittenti con i quali in passato si è instaurata una conversazione.

Anche in caso di eventi critici, come una disiscrizione, una lamentela, un risentimento qualsiasi legato alla nostra attività o all'invio in particolare, l'avere aperto questo canale - gestendolo correttamente - ci consentirà di avere un certo controllo sulla risoluzione della "crisi", con la seria opportunità di trasformare in positivo l'esperienza del nostro utente.

Non basta ovviamente utilizzare un indirizzo esistente e presidiato: è molto importante non lasciare cadere nel vuoto le risposte che provengono dai nostri utenti e dar loro un feedback coerente in tempi accettabili; chiaramente una gestione di questo tipo ha un costo, ma siamo sicuri dia risultati davvero oltre le aspettative.

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