22 Mar 2016

Kevin Rose, i social e il ritorno alla newsletter

Twitter compie dieci anni e sente un po' di affanno, Google+ dopo aver cambiato pelle almeno un paio di volte, al momento sonnecchia ozioso in un angolino del nostro telefono. Decine di altri progetti, fortemente basati sull'approccio sociale del cosidetto Web 2.0, nel corso di questi ultimi anni sono semplicemente spariti, lasciando spazio al trend del momento, quello delle applicazioni di messaggistica istantanea.

The Journal

Fra i grandi progetti social che hanno "segnato" la rete in questi anni, Digg merita sicuramente una menzione: creato nel 2004 dall'allora ventisettenne Kevin Rose, Digg nasce come strumento di social bookmarking
Sostanzialmente tramite il proprio profilo Digg si raccolgono link e lo stesso Digg, attraverso un sistema di rating sociale, li promuove e li aggrega, creando contenitori tematici di notizie, teoricamente altamente rilevanti. Come capita sempre, all'avvento di Digg, sono corrisposti proclami sulla morte delle newsletter e dell'email marketing, considerati vestigia di un passato glorioso.

Sono passati dodici anni e Kevin Rose ha abbandonato la sua creatura da tempo, inseguendo altri progetti, sia da business angel privato, sia direttamente dentro a Google. Capita così che all'inizio del 2016, uno dei più stimati guru "social", sempre attivo nell'evangelizzazione tecnologica, sia in tv, sia attraverso il proprio canale Youtube, decida di ripartire direttamente dallo strumento "dato per morto": Kevin Rose ha infatti lanciato a gennaio la sua newsletter mensile The Journal, che ad oggi, a meno di tre mesi dal lancio, conta già 30.000 iscritti.

Questo ritorno alle origini, alla disintermediazione fra autore / raccoglitore di notizie e proprio pubblico è interessante da molti punti di vista. Kevin Rose in realtà aveva già tentato nel 2011 di lanciare un progetto simile, la newsletter a pagamento "Foundation", che al costo di $3.99 al mese garantiva ai sottoscrittori le anteprime delle video interviste senza alcuna pubblicità, unitamente a recensioni, commenti e notizie. The Journal pare essere un rilancio di quell'idea iniziale - i contenuti sono assai simili - senza però essere a pagamento

Rimane il passaggio fondamentale del ritorno ad un mezzo non "social": la volontà pare proprio quella di riappropriarsi della propria cerchia di influenza, avendone poi il diretto controllo. Gli strumenti tipici dell'email marketing consentono la relazione diretta, da una parte il pubblico che sceglie scientemente di seguire un certo canale di informazione/formazione/intrattenimento, dall'altra chi scrive, componendo una missiva che non segue automatismi o logiche algoritmiche.

Certo che vedere Kevin Rose vantarsi su Twitter degli iscritti alla propria newsletter fa indubbiamente piacere.

Kevin Rose

 

 

 

 

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