07 Gen 2016

Email deliverability e ip dedicati. Pro e contro.

Nel complicato processo di consegna delle email, i compiti a carico del fornitore di servizio di invio sono numerosi.
Alcuni fornitori permettono di ottenere, specie per database di invio cospicui, IP dedicati al singolo servizio.
È davvero un vantaggio?

Ip shared o dedicato?

Avere un indirizzo IP dedicato alle proprie spedizioni permette di isolare la reputazione, che non viene “inquinata” (ma neppure in positivo) da altri.
Mantenere la reputazione di un IP vuole dire anche assicurare un volume di invio costante e continuo, altrimenti c’è il serio rischio che questa scelta comporti più danni che vantaggi: i sistemi AntiSpam valutano con attenzione questi parametri.

Un indirizzo IP shared (condiviso) avrà una reputazione generata dalla media delle singole reputazioni di chi lo utilizza: di norma è la soluzione più stabile, anche grazie agli accorgimenti del fornitore di servizio, che si occuperà di mantenere il più possibile costante il traffico in uscita.

Chi si occupa, per mestiere, di inviare email, avrà a disposizione un parco di indirizzi IP costantemente utilizzati, con un volume di invio il più possibile costante, attivi da anni.
Oggigiorno la reputazione degli indirizzi IP è solamente uno dei molti fattori presi in considerazione dai filtri AntiSpam, ma ha ancora peso, soprattutto in relazione ai fenomeni di spam più eclatanti.

La tentazione di cambiare IP in seguito ad una classificazione negativa, o in seguito alle evidenze di un decadimento della reputazione, è sempre molto forte.

È necessario però riflettere sul fatto che la reputazione dell’indirizzo IP non è un fattore casuale , ma viene generata in seguito a segnalazioni, comportamenti anomali e via dicendo: se non si interviene alla radice, analizzando e cambiando i comportamenti che hanno portato alla classificazione, cambiare IP (o dominio) è una soluzione che può funzionare solo a brevissimo tempo.

I moderni filtri AntiSpam sono “diffidenti”: se improvvisamente cominciano a ricevere email da un IP o un dominio che non conoscono, di base avranno scarsa fiducia e assegneranno una bassa reputazione.
È importante quindi capire quale sia il problema di fondo (perché gli utenti non interagiscono? perché ci sono segnalazioni di abuso? le mie newsletter sono interessanti? le invio al giusto segmento di utenti? ) e cominciare a comportarsi meglio,in attesa che i filtri ne prendano atto.

Purtroppo, come nei rapporti umani, è sicuramente più difficile riconquistare la fiducia dopo averla persa, che guadagnarla la prima volta.

Commenti

Se mi permetti aggiungerei che,
con ip condiviso puoi spedire email senza restrizione di velocità
e non ti devi preoccupare del suo riscaldamento o raffreddamento.

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