10 Apr 2013

AppGratis rimossa dall'AppStore: cosa c'entra con l'email marketing?

App gratisDue giorni fa abbiamo appreso che Apple ha deciso di rimuovere dallo store AppGratis, una applicazione installata da più di 10 milioni di persone, creata da una azienda che fa praticamente solo quello ed oggi conta 45 dipendenti.

Oggi leggo la risposta del CEO dell'azienda della quale mi colpisce un passaggio:

...dato che l’app non è momentaneamente disponibile, le iscrizione alla newsletter sono alle stelle. D’altra parte, AppGratis è nata così. Con una newsletter inviata ogni mattina a un gruppo di amici. È in questa forma che siamo attivi oggi – e con l’app che è ancora operativi per gli utilizzatori che l’avevano scaricata prima di Venerdì -.

Una cosa simile capita anche a quelle aziende che hanno puntato tutto il loro business su una pagina Facebook che dopo enormi sforzi per collezionare migliaia o milioni di fan si vedono chiudere per violazioni del regolamento di Facebook o stravolgere nel profondo da qualche cambiamento nei funzionamenti del social.

Cosa c'entra tutto questo con l'email marketing? C'entra eccome: la maggior parte delle strategie di marketing usate oggi e che spesso vengono classificate come migliori dell'email o addirittura come tecniche che porteranno alla morte dell'email (o dell'email marketing) hanno due piccoli difetti che non vanno mai dimenticati:

  1. Quasi sempre la scintilla che permette di accendere tutto parte dall'email o il meccanismo con il quale si diffondono utilizza l'email. Nulla si crea dal nulla, bisogna pur partire da qualche parte e AppGratis senza la newsletter non si sarebbe fatto conoscere come Facebook, senza le notifiche email non sarebbe diventato Facebook.
  2. La loro stessa esistenza dipende da una singola azienda (Apple, Google, Facebook) che può decidere unilateralmente di "terminarle" lasciandovi con un pugno di polvere.

Ci sono una serie di attività di marketing che sulla carta sarebbero trasversali ma in pratica dipendono da un singolo player senza il quale si stravolge tutto:

  • web marketing => Google Marketing: fate SEO per migliorare la vostra indicizzazione su vari motori. Di fatto il 90% del traffico dipende da Google e quindi dipende da ciò che decide Google. Cambia un algoritmo, rischiate di perdere l'investimento in SEO. fate SEM per mostrare la vostra pubblicità su motori e altri siti. Di fatto nuovamente il 90% della pubblicità la fa girare sempre Google e quindi siete sempre dipendenti da possibili decisioni di Google. Google decide di chiudere Reader e pensate che fine faranno i vostri iscritti all'RSS tramite reader...
  • social media marketing => Facebook Marketing: di fatto parliamo al 90% di Facebook, poi ci sono Twitter, Linkedin, Pinterest e altri, ma senza Facebook molte strategie di social media marketing non starebbero in piedi. Cambia una regola e non potete più comunicare con i fan della vostra pagina facebook come avete fatto fino al giorno prima.
  • mobile marketing => Apple Marketing: questo è il caso di AppGratis. Fate una azienda, assumete 45 persone, e una decisione di Apple può rivoluzionare tutto. OK, oggi potete cominciare a diversificare su Android, ma la pluralità non è così vasta. Vogliamo chiamarla Apple+Google Play marketing ?
  • email marketing => Email Marketing: sì, perchè l'email non è di proprietà di nessuno ed è un protocollo aperto. Oggi potete usare un fornitore e domani un altro, nessuna azienda ha il controllo del mondo dell'email.

La morale è che è giusto usare tutte le tecniche possibili e all'avanguardia, ma poi bisogna anche tutelarsi e uno dei pochi metodi per farlo è creare una lista di iscritti che ci lasciano un metodo per contattarli e che non potrà esserci tolto da Google, da Facebook, da Apple o chi altri.

Qualunque sia la vostra strategia di marketing preferita non può non essere affiancata da una buona strategia di email marketing che vi permetta di creare un contatto diretto con i vostri clienti che da un lato vi permette di fidelizzarli e dall'altro diventa un "salvavita" nel caso venissero a mancare altre forme di comunicazione che possono anche essere più efficaci ma non sempre, non per tutti, e senza nessuna garanzia di continuità.

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